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Governare la complessità: cosa fa un AI Strategist.

Scritto da Luca Gabanini | 22-feb-2026 18.56.55

Abbiamo intervistato Luca Gabanini, AI Strategist di Integra Solutions per scoprire il valore, l’approccio e le responsabilità del suo ruolo all’interno della unit AI For Real

1. Quando dici che fai l'AI Strategist… cosa intendi davvero?

LG:  Quando dico che sono AI Strategist intendo che affianco team e aziende nel comprendere come l’Intelligenza Artificiale può diventare uno strumento concreto di crescita e innovazione. Non si tratta solo di usare tool di AI, ma di capire dove, perché e con quale impatto integrarli nei processi aziendali: dal marketing alle risorse umane, dal design alla gestione dei dati. L’AI non è mai un fine, ma sempre un mezzo per risolvere problemi reali e creare valore.
In poche parole per me essere AI Strategist oggi significa essere ponte tra persone, processi e tecnologia, rendendo l’intelligenza artificiale uno strumento pragmatico e funzionale per creare valore, sostenere la crescita e potenziare abilità umane.

2. Come si misura il tuo impatto?

LG: II valore di ciò che faccio voglio sempre misurarlo nei risultati tangibili. Per esempio, attraverso una mappatura dei processi aziendali più efficiente, un piano di implementazione che riduce gli sprechi, o un modello di prompt design che aumenta la qualità degli output e la produttività dei team. Misuro il mio impatto osservando l’aumento della efficacia operativa, la riduzione delle inefficienze e il livello di adozione responsabile e consapevole dell’AI nei processi quotidiani. Tutto questo lo metto in pratica tramite la somministrazione alle aziende di assessment quantitativi prima e dopo il mio intervento in modo da avere una chiara comparazione tra la situazione preesistente e quella successiva all'implementazione.

3. In che modo supporti le aziende nell’adozione dell’AI?

LG: Parte fondamentale del mio lavoro è trasferire competenze e consapevolezza — non solo “fare cose con l’AI”, ma far sì che i team imparino a usarla in modo autonomo e responsabile. Questo avviene con workshop, sessioni di training, consulenza continuativa, documentazione e policy condivise. L’obiettivo è creare una cultura dell’AI dentro l’azienda, dove ogni persona capisce non solo cosa, ma come e perché utilizzare questi strumenti.

4. Quanto conta il lato relazionale nel tuo lavoro?

LG: Moltissimo. L’AI è tecnologia, ma prima di tutto è l’essere umano che decide, interpreta e applica. La strategia inoltre non si costruisce da sola: serve dialogare con team eterogenei, ascoltare esigenze, mappare i processi lavorativi, mediare visioni e tradurre intuizioni in azioni concrete. Senza relazioni solide e fiducia reciproca, è difficile implementare soluzioni che funzionino davvero nel contesto di business.

 

5. Quanto conta la strategia rispetto alla sperimentazione?

LG: Contano entrambe, ma devono convivere. La sperimentazione è fondamentale per capire cosa funziona davvero e dove si può applicare, mentre la strategia serve a dare una direzione, delle priorità e dei limiti chiari. Senza strategia si sperimenta in modo caotico, senza sperimentazione la strategia resta teorica. Il mio ruolo è farle dialogare in modo equilibrato.

6. Come cambia il modo di lavorare delle persone quando l’AI entra nei processi?

LGCambia soprattutto il focus. Le persone possono delegare all’AI le attività più ripetitive o operative e concentrarsi su decisioni, creatività, analisi critica e visione. Questo però richiede accompagnamento: formazione, nuove abitudini e un cambio di mentalità. L’AI non sostituisce il lavoro umano, lo trasforma.

7. Cosa rende l’approccio ‘AI For Real’ diverso dagli altri?

LG: Il fatto che parta dalla realtà. Non proponiamo soluzioni standard, formazioni teoriche e generiche, ma percorsi costruiti sui bisogni reali delle aziende e delle figure lavorative coinvolte. AI For Real significa portare l’intelligenza artificiale fuori dalla teoria e dentro i processi, le decisioni e le competenze quotidiane.

8. Come vedi l’evoluzione del ruolo di AI Strategist nei prossimi anni?

LG: Diventerà sempre più centrale e trasversale. L’AI entrerà in ogni area aziendale e serviranno figure capaci di governare questa complessità, unendo visione strategica, comprensione tecnologica e attenzione alle persone. L’AI Strategist sarà sempre meno un ruolo “tecnico” e sempre più un ruolo di guida.

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