User experience design e generazione contatti, come farlo attraverso il proprio sito

Autore: Mario Bisso, 31 gennaio 2020 15.18.00 CET
Mario Bisso

I giorni nei quali consideravamo la user experience design un’area di competenza esclusiva di grafici e designer, sono finiti da un pezzo. Se il tuo cliente non riesce ad usare il tuo sito o non riesce a trovare le informazioni che cerca, il tuo tasso di conversione ne risentirà pesantemente.

Gli utenti oggi sono più esigenti e si trasformano in clienti solo dopo un processo di  indagine, apprezzamento, fiducia e (auspicabilmente) fidelizzazione. Ecco dove entra in gioco la user experience design (UX), una scienza non esatta che coinvolge molteplici aspetti della progettazione e della realizzazione di app, siti web ed ecommerce.

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Eliminare la confusione e le distrazioni

Il design è una parte essenziale del percorso di creazione di trust che trasforma i lead in clienti. Troppo spesso le aziende ignorano l’importanza di questo processo, pensando erroneamente che sconti e promozioni siano sufficienti per generare crescita in termini di volumi e fatturato.

Se da una parte siamo abituati ad altissimi standard in termini di qualità estetica quando navighiamo un sito, dall’altra non riusciamo a fare i conti con la frustrazione che deriva dai troppi elementi di confusione che spesso ci obbligano a chiederci “cosa devo fare adesso?”.

Ecco perché utilizzare standard (form, plugin, estensioni, moduli) largamente utilizzati e riconosciuti dagli utenti all’interno dei nostri siti potrebbe risultare una scelta vincente.

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La user experience design impatta la lead generation?

Sgombriamo subito il campo dai dubbi: la risposta è sì.

Secondo una ricerca della Stanford University, il 75% degli utenti ammette di essere influenzato dall’esperienza di navigazione quando si trova a valutare la credibilità di un’azienda.

Nel processo di creazione o di redesign del sito bisogna tenere a mente (aspetto fin troppo spesso frainteso) che la struttura e le pagine dovranno essere progettate perché abbiano un senso compiuto agli occhi dell’utente finale, e non per l’azienda stessa.  

Tutte le pagine del sito, e non soltanto la homepage, dovranno essere interamente concepite tenendo bene a mente l’obiettivo di conversione, mentre il design della homepage in particolare dovrà avere il focus centrato su un singolo e ben visibile obiettivo, ovviamente sempre “above the fold”.

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La User Experience Design è User-centrica

Dal momento che la UX design accompagna l’interno customer journey, essa è multidisciplinare per definizione, pertanto gli UX designer hanno un background variegato che comprende esperienze in ambito design, programmazione, psicologia e marketing.

Tra i task che gli UX designer sono chiamati a compiere spesso è incluso un processo di ricerca e creazione di buyer personas, la produzione di wireframe e mockup interattivi o di ambienti di test; questi task spesso differiscono da progetto a progetto ma sempre impongono al designer di impersonarsi con l’utilizzatore finale e mettere questo sempre al centro di tutti gli sviluppi creativi e funzionali.

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Call to action chiare e concise

Dovrebbe essere sempre chiaro cosa vuoi che un utente faccia sul tuo sito, giusto?

Guarda per esempio il sito di New Relic:

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Le call to action sono chiare e ben in evidenza, su tutte le pagine del sito. Non ci sono dubbi su quali sono le azioni che si vogliono far compiere all’utente, classificate in ordine di importanza attraverso l’uso dei colori e dei contrasti, un uso sapiente quando abbiamo più obiettivi di conversione sulla stessa pagina. In ogni caso l’approccio “meno è meglio” è sempre da preferire.

 

Design pulito

Per capire cosa intendiamo, guarda ad esempio il sito di Dropbox:

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Certo, sviluppare un’idea o un concept non ruota certamente solo intorno all’estetica. Tutti i nuovi trend in termini di user experience design si concentrano sul migliorare ed adattare i processi ripetitivi all’interno del sito (es. aggiungere un oggetto al carrello degli acquisti) e tutti quelli che ruotano attorno alla decisione di una scelta: ad esempio, la navigation bar posizionata in alto che si muove seguendo l’utente quando scrolla verso il basso, rende più facile la ricerca all’interno del tuo sito.

 

Mobile first, ma non solo

Che oggi l’approccio debba essere mobile first è fuori discussione, ma pensare agli utenti mobile quando progetti e ottimizzi il tuo sito non dovrebbe limitarsi alla scelta di un template che sia bello e veloce.

 Pensare agli utenti mobile, in ottica user experience, significa adattare il sito alle esigenze specifiche della loro navigazione. Trovare il giusto equilibrio con l’esperienza desktop può essere tuttavia un’esperienza frustrante, ecco alcuni punti chiave:

  • Prima di tutto trova un design responsive e mobile friendly: l’utente non dovrebbe mai essere costretto a zoomare verticalmente od orizzontalmente per leggere, ad esempio, i tuoi dati aziendali nel footer.
  • L’utente può trovare velocemente il tuo numero di telefono?
  • Il tuo numero di telefono è linkato in modo che l’utente possa fare direttamente una chiamata?
  • L’utente può raggiungere il tuo form di contatti entro un paio di click al massimo?
  • Il form di contatti è disegnato per essere semplice da usare da mobile?

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L’ottimizzazione ongoing è vitale

Investire tempo e risorse sull’ottimizzazione dei processi ripetitivi nel tuo sito è la strada per migliorare l’engagement dei tuoi visitatori. Le aziende che adottano un approccio di analisi e miglioramento continuo della user experience performano notevolmente meglio di quelle che scelgono di concentrare tutti i loro sforzi nella fase preliminare al lancio.

Il processo è inevitabilmente adattivo e data-driven, ed ha degli effetti diretti sul tasso di conversione della tua lead generation:

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Il nido d’ape

Secondo uno dei padri della information architecture, Peter Morville, per descrivere tutte le sfaccettature della user experience design possiamo immaginarci una struttura a nido d’ape:

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Ecco come leggerla:

  • Useful: il tuo prodotto o il tuo sito è utile in qualche modo? Più lo è, e più dovrà essere migliore la user experience.
  • Usabile: semplicità di utilizzo, se è troppo complicato o crea confusione hai già perso. L’usabilità di un sito è misurabile e necessaria (ma non sufficiente).
  • Desiderabile: il nostro percorso verso l’efficienza deve essere moderato dal valore e dalla forza delle immagini, del brand e degli altri elementi del design emozionale.
  • Trovabile: dobbiamo sforzarci di creare siti web ben navigabili nel quale sia semplice trovare quello che gli utenti cercano.
  • Accessibile: proprio come negli edifici che hanno sia scale che rampe, allo stesso modo i nostri siti dovrebbero essere accessibili alle persone con disabilità (rappresentano circa il 10% della popolazione).
  • Credibile: quasi tutti gli elementi di un sito concorrono alla credibilità che questi conferiranno al brand, ecco perché è utile studiare gli esempi virtuosi della concorrenza.
  • Di valore: i nostri siti devono comunicare valore ai nostri utenti finali. 

Ci sono almeno 3 vantaggi derivanti dall’utilizzo di questa struttura a nido d’ape: innanzitutto, ti abilita ad interessanti e producenti confronti con tutte le aree della tua azienda; secondariamente, ti dà la possibilità di fare un completo assessment del tuo sito o del tuo progetto in via di sviluppo e ad identificare le aree di miglioramento.

Infine, se anche non aprisse alla possibilità di rifare il sito per mancanza di budget, può sicuramente essere preso come modello per cominciare a ristrutturare un aspetto per volta!

 

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Topics: web marketing, digital strategy, web design, digital marketing, lead generation, inbound marketing, user experience