Internazionalizzazione delle imprese: quali opportunità per il made in Italy?

Autore: Francesco Ferro, 18 luglio 2019 11.22.46 CEST
Francesco Ferro

 

Abbiamo visto che il valore del made in Italy per le imprese non è soltanto una caratteristica distintiva, ma può essere un vero e proprio investimento per il futuro, se ben comunicato; un valore a cui si dà ancora più peso all’estero. Se la tua azienda ha fatto tutti i passi necessari per vendere fuori dall’Italia oppure sta pensando di farlo, vale la pena sintetizzare la situazione attuale del nostro export e dei mercati.

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Il made in Italy nel mondo: i trend

Secondo la ricerca di BrandZ Top30 Most Valuable Italiand Brands 2019, l’ascesa nel mondo dei marchi italiani non conosce ostacoli: in particolare, è il settore delle telecomunicazioni a essere particolarmente in risalto, in un contesto che vede comunque dominare i grandi brand del lusso e soprattutto della moda.

I numeri? Notevoli: in un anno il valore del made in Italy a livello internazionale è aumentato del 14%. Ma l’interesse per i prodotti del nostro paese non si ferma ai due settori che abbiamo citato. Secondo i dati condivisi da Coldiretti, il 2018 è stato un anno molto interessante anche per le esportazioni di prodotti agroalimentari. Sono in particolare i nostri vicini dell’Unione Europea ad apprezzare e chiedere i prodotti italiani, in primo luogo la Germania e la Francia. Fuori dal nostro continente, sono gli Stati Uniti ad amare il made in Italy, soprattutto per quanto concerne acque minerali, olio e vino.

Lo studio della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ci dice che il re italiano del food internazionale è proprio il vino, ma superato (anche se di poco) da cioccolato, tè, caffè, spezie e piatti pronti, con 7 miliardi di euro di valore. Gli Stati Uniti non si limitano a costituire una meta d’interesse per il food, ma scelgono l’Italia anche per la cantieristica navale e la farmaceutica. Il made in Italy nel mondo è quindi un panorama variegato e complesso, in cui ciò che davvero distingue un’impresa da un’altra è il valore dato all’innovazione unito alla capacità comunicativa di emergere rispetto alle altre.

 

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Dal made in Italy all’internazionalizzazione delle imprese

Lo stile italiano sulla scena mondiale è protagonista da sempre, ma in questi anni di crisi economica e di congiunture internazionali incerte si è rivelato addirittura vincente. Le persone in tutto il mondo sono disposte ad acquistare meno e meglio, a scegliere quello che è autentico piuttosto che un’imitazione che non ha speranza di essere davvero riuscita.

La tua azienda è quindi già in possesso di un tesoro inestimabile, sia nel caso in cui stia ancora meditando un eventuale “salto” nel mercato estero, sia nel caso in cui l’abbia già fatto. Perché ciò che in patria vale molto, fuori vale molto di più. Se il tuo progetto di internazionalizzazione è in atto o in via di realizzazione, è giunto il momento di soffermarsi su un tema basilare.

 

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Comunicare per farsi conoscere e per vendere

L’internazionalizzazione delle imprese passa necessariamente dal bisogno di fare brand awareness, di farsi conoscere al di fuori del proprio territorio. E per procedere correttamente in questo nuovo mondo tutto da esplorare, è essenziale possedere risorse e conoscenze molto specifiche. Avere un sito web a portata di visitatore è solo il primo passo: prova a considerarlo come la tua vetrina, in cui i punti di forza della tua azienda devono essere affermati con forza e soprattutto devono essere orientati a un approccio multiculturale.

Il made in Italy è il punto di partenza, ma il digital marketing è il percorso più utile al tuo punto d’arrivo. Naturalmente la SEO, ovvero l’ottimizzazione per i canali di ricerca, è importante ma non sufficiente a rendere il tuo marchio conosciuto all’estero. Qui si rivelano fondamentali le campagne di advertising sui principali motori di ricerca, così come una presenza attiva sui social network: è su queste piattaforme che la tua azienda può letteralmente incontrare il proprio target, grazie alla possibilità di profilare accuratamente gli utenti. Se poi nel tuo settore hai la possibilità di vendere senza intermediari, è indispensabile studiare e strutturare un ecommerce rivolto all’estero.

Per tutte queste attività ti consigliamo non solo di trovare un referente interno (o meglio ancora una squadra) che se ne occupi integralmente, ma anche un punto di riferimento consulenziale, che possa mettere al servizio della tua comunicazione le proprie competenze. Perché acquistare significa scegliere prima di tutto un brand e poi il suo prodotto!

 

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